L’ossigeno-ozonoterapia è un trattamento che utilizza una miscela di ossigeno e ozono a concentrazione controllata per contrastare il dolore. Trova impiego soprattutto nelle ernie discali, nelle lombalgie e nelle patologie articolari.
L’ozono è un gas medicale che deriva dall’ossigeno: mentre la molecola di ossigeno è formata da due atomi, quella di ozono ne ha tre (O₃). Da questa struttura nascono le sue proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e rivitalizzanti sui tessuti.
L’ozonoterapia raccoglie tutte le procedure, locali o sistemiche, che sfruttano la miscela di ossigeno-ozono per trattare numerose condizioni dolorose, acute e croniche. Nell’infiltrazione locale, la miscela agisce direttamente dove serve: riduce l’infiammazione, favorisce il rilassamento muscolare e migliora l’ossigenazione dei tessuti, con un effetto antidolorifico.
L’indicazione al trattamento viene sempre valutata in visita: l’ozonoterapia non è adatta a tutti i casi.
Nella terapia del dolore l’ozono agisce come antinfiammatorio, antidolorifico e miorilassante. È particolarmente indicato nel trattamento delle ernie discali e del mal di schiena, ma può essere impiegato in numerose condizioni dolorose, acute e croniche.
L’effetto antidolorifico nasce dal rilassamento muscolare e dalla vasodilatazione, che migliorano il metabolismo e l’ossigenazione dei muscoli coinvolti. In alcune forme sistemiche, come la fibromialgia, l’ozono può essere impiegato dopo essere stato miscelato al sangue del paziente.
A differenza dei farmaci, l’ozono non si lega direttamente alle cellule: agisce sui tessuti con tempi più graduali, e per questo servono più sedute. In genere un ciclo prevede dalle sei alle dodici sedute, con i primi risultati apprezzabili sul dolore già dopo le prime quattro o cinque.
I benefici derivano dalle proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e rivitalizzanti dell’ozono. La sua elevata diffusibilità gli permette di raggiungere con precisione la zona del dolore. Una caratteristica importante è quella che sia priva dei potenziali effetti collaterali tipici di antinfiammatori e antidolorifici.
La seduta consiste in infiltrazioni mirate, eseguite con una siringa pre-riempita con la miscela gassosa. Le vie di somministrazione variano in base alla patologia: paravertebrale (cervicale, dorsale, lombare), articolare, sottocutanea, perinervosa o sui punti trigger. Per le forme sistemiche, come fibromialgia o Long-COVID, si ricorre invece alla via endovenosa (ozonoterapia sistemica).
Un’infiltrazione locale dura circa dai venti ai trenta minuti. La seduta sistemica (endovenosa) richiede più tempo, tra i trenta e i quaranta minuti, per il tempo necessario all’accesso venoso e alla reinfusione. In nessuno dei due casi è richiesto un accompagnatore.
No. In tutte le vie di somministrazione l’infiltrazione è ben tollerata, paragonabile a una normale iniezione. Al termine della seduta si possono riprendere subito le normali attività.
La Grande Auto-Emo Trasfusione non è una trasfusione di sangue, ma una reinfusione del sangue del paziente stesso. Si prelevano 100-150 ml di sangue, lo si miscela in un circuito chiuso con la miscela di ossigeno-ozono e lo si reinfonde nella stessa vena. L’obiettivo è portare l’azione dell’ozono a tutte le cellule del corpo, utile nelle forme sistemiche come la fibromialgia.
L’ozono va prodotto al momento dell’uso con apparecchiature dedicate e certificate. La procedura deve essere eseguita solo da personale medico specializzato, seguendo le linee guida delle società scientifiche di riferimento (SIOOT e FIO). Il paziente viene sempre informato in anticipo sulle metodiche e sulle proprietà della miscela.
L’ozonoterapia non è un trattamento uguale per tutti: indicazione, tecnica e numero di sedute vengono definiti caso per caso.
La seduta si esegue con infiltrazioni mirate della miscela di ossigeno-ozono, tramite una siringa pre-riempita. Un’infiltrazione locale dura tra i venti e i trenta minuti; la via endovenosa, per le forme sistemiche, richiede tra i trenta e i quaranta minuti.
L’ozonoterapia è ben tollerata, ma non è adatta a tutti. Ecco perché l’indicazione viene sempre valutata in visita. Le principali situazioni in cui è sconsigliata o va evitata:
Prima di ogni trattamento, il paziente viene sempre informato sulle potenzialità e sui possibili effetti collaterali della procedura.
Capire da dove nasce il dolore è il primo passo per trattarlo. Ricevo su appuntamento.